lunedì 26 maggio 2014

Top romantic hotels in Europe - Gli hotel più romantici d'Europa

(from www.aluxurytravelblog.com )


 
 
 
 
Nothing says ‘romance’ like a Santorini sunset, and you won’t get a better viewpoint than the honeymoon suites at Sun Rocks Hotel. Carved into the volcanic cliff-side, this couples-only hideaway overlooks the Caldera basin, boasting unrivalled views of the glimmering Aegean Sea. With its vaulted ceilings and polished floors, this hotel provides a magical setting for any love story, with picture perfect sunsets guaranteed! Double rooms start from €380 per night.
 
Niente meglio di un tramonto a Santorini può illustrare una “storia d’amore”, e non troverai miglior punto di osservazione di quello che si gode dalle suite per lune di miele al Sun Rocks Hotel. Scolpito nel picco vulcanico, questo nascondiglio per sole coppie si affaccia sul bacino della caldera, vantandosi di impareggiabili viste sul luccicante Mar Egeo. Con i suoi soffitti a volta e pavimenti lucidi, questo hotel fornisce uno scenario magico per ogni storia d’amore, con istantanee di perfetti tramonti garantite! Camere doppie a partire da 380 euro a notte.
 
 
 
 
 
 
 
The Marriott St Pancras Renaissance, despite being located next to the bustling hub of Kings Cross St Pancras, is a deluxe retreat built around the former Midland Railway station by Sir George Gilbert Scott. An underground relaxation pool with low lighting, every kind of breakfast your heart desires and elegant gothic furnishings (including a certain staircase that found fame in the Spice Girls’ Wannabe video) mixed with contemporary decor are just some of the things which make this plush hotel one of the most romantic in London. Friendly staff will even escort Eurostar passengers to and from their carriage. Who knows, you might have a Brief Encounter of your own.
 
Il Marriott St Pancras Renaissance, nonostante sia ubicato a pochi passi da un punto trafficato come Kings Cross St Pancras, è un lussuoso rifugio costruito attorno all’antica stazione Midland Railway di Sir George Gilbert Scott. Una rilassante piscina sotterranea con luci soffuse, ogni tipo di colazione si possa desiderare ed eleganti arredamenti gotici (compresa una particolare scala che divenne famosa grazie al video delle Spice Girls Wannabe - NdT http://www.youtube.com/watch?v=gJLIiF15wjQ) miscelati con una decorazione contemporanea sono solo alcune delle cose che rendono questo lussuoso hotel uno dei più romantici di Londra. Uno staff socievole accompagnerà i passeggeri dell’Eurostar perfino nel percorso dalle/alle loro carrozze. Chissà, forse potresti concederti un piacevole momento anche tu.
 

 
 
 
 
 
The Spanish capital is a core contender for any romantic rendezvous, ideal for lazy siestas on balmy afternoons with plenty of rich wines and tasty tapas to while away the hours. Opulent and lavish, the baroque Hotel Ritz Madrid is the last word in luxury, with hand-made carpets and embroidered linen adorning their Deluxe Rooms. For those with bottomless wallets, why not book the breathtaking Royal Suite, bedecked with crystal chandeliers, antiques and a genuine Ming Dynasty vase!
 
La capitale spagnola è una forte candidata per ogni appuntamento romantico, ideale per pigre pennichelle nei pomeriggi miti ma anche ricca di gustosi vini e appetitose tapas per trascorrere delle ore piacevoli. Opulento e sfarzoso, il barocco Hotel Ritz Madrid ha l’ultima parola in fatto di lusso, con tappeti fatti a mano e lenzuola ricamate che adornano le camere Deluxe. Per chi non bada a spese, perché non prenotare l’incredibile Royal Suite, decorata con candelieri di cristallo, antichità ed un vaso originale della dinastia Ming!
 
 
 



Traduzione inglese > italiano
Translation English > Italian


lunedì 19 maggio 2014

La receta: el gazpacho andaluz - La ricetta: il gazpacho andaluso



 
Gazpacho andaluz
 
Quizás decir gazpacho andaluz, sea una redundancia, pues aunque ahora se puede encontrar en la carta de restaurantes de Chicago o de Nueva York, el gazpacho es indefectiblemente andaluz.
Esta es una de las mil formas de preparar este plato, el más internacional de la cocina andaluza y a la vez el más popular. El gazpacho, en verano, formaba parte importante de la dieta del campesino andaluz y el arte de prepararlo, corría parejo al arte del "majado" de sus componentes en el mortero, dornillo o almirez. En la actualidad, la batidora eléctrica ha simplificado enormemente su realización y se consigue hacer un magnífico gazpacho en un abrir y cerrar de ojos.
Existen gran cantidad de recetas para preparar esta sopa fresca, incluso podéis visitar una página dedicada exclusivamente al gazpacho en el que se dan recetas de sus diversas variantes.
Yo, después de muchas pruebas, he adoptado esta, en la que si os dais cuenta, a diferencia de la mayoría de las que encontraréis por ahí, no empleo pan, pues he comprobado que de esta forma puedo conservar el gazpacho más tiempo, ya que la levadura del pan hace que en pocos días se produzca una cierta fermentación que deja el gazpacho agrio e incomestible.
 
Ingredientes para 6 personas
2 kilos de tomates rojos maduros
2 pimientos verdes, de los de freír
2 dientes de ajo
1 pepino pequeño
1 vaso y 1/2 de los de agua, de aceite de oliva
1/2 vaso de vinagre de vino
Sal
 
Preparación
En un bol grande se echan, lavados y troceados, los tomates, los pimientos, los ajos y el pepino previamente pelado. Se añade el aceite, el vinagre y la sal y se bate bien con una batidora. Una vez batido se pasa por un pasapurés para quitar las pieles y las pepitas del tomate y el pimiento. Si lo encuentras muy espeso, puedes añadirle agua, hasta darle la textura que más te guste. Se rectifica de sal y se mete en el frigorífico en un recipiente tapado.
Por lo que hace referencia al acompañamiento, que se coloca aparte para que cada comensal se sirva a su gusto, yo he visto de todo, hasta taquitos de jamón. Lo ideal es poner un amplio surtido de "tropezones", siempre cortados en daditos pequeños: tomate, pimiento, cebolla, pepino, huevo duro, pan frito, jamón, etc.
Presentar en un bol grande y los tropezones en bandejitas individuales. Servir bien frío en tazas de consomé. Hay quien lo bebe en vaso y sin tropezones.
 
 
 
 
Gazpacho andaluso
 
Forse, dire gazpacho andaluso è una ridondanza, perché anche se ora si può trovare nel menù di ristoranti a Chicago o New York, il gazpacho è, senza ombra di dubbio, andaluso.
Questa è una delle mille maniere di preparare questo piatto, il più internazionale della cucina andalusa e nello stesso tempo il più popolare. Il gazpacho, in estate, formava parte importante della dieta del contadino andaluso, e l’arte di prepararlo era legata all’arte della pestatura dei suoi componenti nel mortaio o ciotola di legno. Nell’attualità, il frullatore elettrico ha semplificato enormemente la sua realizzazione e si riesce a fare un magnifico gazpacho in un batter d’occhio.
Esiste una grande quantità di ricette per preparare questa zuppa fredda, potete perfino vedere una pagina web dedicata esclusivamente al gazpacho dove si presentano ricette delle sue numerose varianti. Io, dopo molte prove, ho adottato questa, nella quale, se ci fate caso, a differenza della maggioranza che troverete lì, non utilizzo pane. Ho infatti verificato che in questa maniera posso conservare il gazpacho più a lungo, visto che il lievito del pane, dopo pochi giorni, produce una certa fermentazione che lascia il gazpacho acido e incommestibile.
 
Ingredienti per 6 persone
2 chili di pomodori rossi maturi
2 peperoni verdi (quelli da frittura)
2 spicchi d’aglio
1 cetriolo piccolo
1 bicchiere e ½ (da acqua) di olio d’oliva
½ bicchiere di aceto di vino
Sale
 
Preparazione
In un tegame grande si mettono, lavati e sminuzzati, i pomodori, i peperoni, l’aglio e il cetriolo previamente pelato. Si aggiunge l’olio, l’aceto ed il sale e si frulla bene con un frullatore. Una volta frullato, si passa per un passaverdura per togliere le pelli e i semi dei pomodori e dei peperoni. Se lo trovi molto denso, puoi mettere un po’ di acqua, fino a dargli la consistenza che preferisci. Si può ancora aggiungere sale e si mette nel frigorifero in un recipiente ben tappato.
Per quanto riguarda l’accompagnamento, che si colloca a parte in modo che ogni commensale si serva a proprio gusto, io ho visto di tutto, perfino cubetti di prosciutto (Ndt: tipico nel caso del salmorejo). L’ideale è mettere a disposizione un ampio assortimento di “elementi” sempre tagliati in piccoli dadi: pomodori, peperoni, cipolle, cetrioli, uova sode, pane fritto, prosciutto, ecc.
Presentarlo in un recipiente grande e mettere gli accompagnamenti in vassoi individuali. Servire ben freddo in tazze da consommé. C’è chi lo beve in un bicchiere senza alcun accompagnamento.
 
 


Traduzione spagnolo > italiano
Traducción español > italiano



lunedì 12 maggio 2014

Disaster Café, where every meal comes with a 7.8 earthquake - Disaster Café, dove ogni pasto viene accompagnato da un terremoto di 7,8 gradi





Disaster Café – where every meal comes with a 7.8 earthquake
 
If a 7.8 earthquake happened during lunch time, most of us would forget about food and run for our lives, but at the Disaster Café, in Lloret de Mar, Spain, quakes happen all the time, and all you can do is try to keep your balance and hope drinks don’t get spilled.
Normally, people are terrified of earthquakes, but at the Disaster Café, people actually pay to experience a simulated 7.8 quake while they enjoy a tasty meal. I’ve never been, but according to online customer reviews, the place is so popular you actually need to make reservations in advance, in order to be get a table. I guess people’s appetite for disaster is stronger than I thought.
 
 
 
 
 
Disaster Café – dove ogni pasto viene accompagnato da un terremoto di 7,8 gradi
 
Se un terremoto del 7,8 succedesse durante un pasto, la maggior parte di noi dimenticherebbe il cibo e correrebbe a mettersi in salvo, ma al Disaster Café, a Lloret de Mar, in Spagna, i sismi arrivano tutte le volte, e tutto ciò che si può fare è tentare di mantenere l’equilibrio e sperare che i bicchieri non si rovescino.
Normalmente, la gente è terrorizzata da un terremoto, ma al Disaster Café, la gente paga per sperimentare un sisma simulato di 7,8 gradi mentre godono di un gustoso piatto. Non sono mai stato, ma secondo le opinioni online dei clienti, il posto è così popolare che c’è bisogno di prenotare in anticipo per avere un tavolo. Suppongo che l’appetito della gente per i disastri sia più forte di quello che pensavo.
 
 
 
 
 
 
 


Traduzione inglese > italiano



lunedì 5 maggio 2014

Masatrigo Hill: nature’s perfect cone - La collina Masatrigo: un perfetto cono naturale



 
Masatrigo Hill – Nature’s perfect cone
 
Ok, so maybe it’s not exactly perfect, but Masatrigo Hill, or Cerro Masatrigo is as close as you can get to finding a natural cone-shaped landmark.
Located in Badajoz province, Spain, Masatrigo Hill has always been considered an extinct volcano, by the locals, because of its cone-like shape. Scientists haven’t yet been able to determine how Cerro Masatrigo was formed, and the mystery behind it allowed people to come up with all sorts of legends and stories, and earned it the nickname “magic mountain”.
The name “Masatrigo” means “wheat dough”. It reminds me of the Chocolate Hills of the Philippines.
 
 
 
 
La collina Masatrigo – Un perfetto cono naturale
 
Ok, forse non è proprio perfetto, ma la collina Masatrigo, o Cerro Masatrigo, è ciò che di più simile a un paesaggio naturale a forma di cono si possa trovare.
Situato nella provincia di Badajoz, in Spagna, la collina Masatrigo è sempre stata considerata, dagli abitanti locali, un estinto vulcano, a causa della sua forma a cono. Gli scientifici non sono ancora stati in grado di determinare come si formò la collina, e il mistero che si nasconde permette alla gente di inventare tutta una serie di leggende e storie, e così si è guadagnata il soprannome di “montagna magica”.
Il nome “Masatrigo” significa “massa/impasto/pasta di grano”. Mi ricorda le colline di cioccolato delle Filippine.
 
  
 
 
 



Traduzione inglese > italiano
Translation English > Italian



lunedì 28 aprile 2014

PARADORES DE ESPAÑA: Málaga Golf**** - PARADORES DELLA SPAGNA: Malaga Golf****




Paradores de España: Málaga Golf****
 
(desde www.parador.es )
Mar, golf, frituras de pescaítos y otras especialidades andaluzas se dan cita en este Hotel que dispone de amplias habitaciones con bellas vistas sobre el mar, la piscina y el campo de golf.
El golf es su emblema: recorrido de 18 hoyos, escuela de golf, 3 putting green, 2 green de approach, alquiler de palos, carritos y coches eléctricos.
La sopa de rape a la malagueña y las torrijas de pan de cateto son algunas de las especialidades del Parador.
 
 
 
 
 
Paradores della Spagna: Malaga Golf****
 
Mare, golf, fritture di pesce e altre specialità andaluse si danno appuntamento in questo hotel che dispone di ampie stanze con stupende viste sul mare, la piscina e il campo da golf.
Il golf è il suo emblema: percorso di 18 buche, scuola di golf, 3 putting green, 2 green di approach, noleggio di mazze, trolley e buggy.
La zuppa di coda di rospo alla malagueña e il dolce di pane inzuppato nel vino o latte e miele sono alcune delle specialità del Parador.

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 

lunedì 21 aprile 2014

Avistamiento de cetáceos en el Estrecho de Gibraltar - Avvistamento di cetacei nello Stretto di Gibilterra




Avistamiento de cetáceos en el Estrecho de Gibraltar
 
El avistamiento de cetáceos es una de esas actividades que unen naturaleza con adrenalina, y una cita obligada allí donde lo encuentres. En el mundo hay escasos lugares donde poder ver de cerca a estos complejos animales que manifiestan una gran inteligencia.
Por sus diferentes características, personalidades y comportamientos, los cetáceos conforman una amplia familia que puede verse en todos los mares del mundo. Desde  las ballenas francas de Península Valdés en la Patagonia argentina, las ballenas jorobadas de Alaska o los simpáticos delfines del Estrecho de Gibraltar, cuando tengas la posibilidad de embarcarte para verles de cerca, hazlo.
Suele ser una de esas excursiones que ves anunciadas en las calles y que te planteas: ¿Será para mi? ¿Valdrá la pena? Pues la respuesta a ambas preguntas es: ¡Sí! Recientemente pudimos comprobarlo en primera persona embarcando en el barco Jackeline de una de las empresas que realizan salidas para avistamiento de cetáceos desde Tarifa (Turmares) y salimos a navegar por las aguas del Mediterráneo allí donde se unen con las del Atlántico.
Dejamos atrás Tarifa que quedaba custodiada por la impresionante masa del Castillo de Guzmán el Bueno (s.X) para poner proa hacia las costas africanas. Íbamos en busca de cetáceos y en el 95% de las salidas se puede ver por lo menos una de las especies que viven o pasan por el Estrecho. La temporada está comenzando y se extiende mas allá del verano, por lo que hay muchas posibilidades.
 
 
 
 
Avvistamento di cetacei nello Stretto di Gibilterra
 
L’avvistamento di cetacei è una di quelle attività che coniugano natura e adrenalina, un appuntamento da non perdere ovunque possibile. Nel mondo ci sono pochi luoghi dove poter vedere da vicino questi particolari animali che manifestano un grande intelligenza.
Per le loro differenti caratteristiche, personalità e comportamenti, i cetacei conformano un’ampia famiglia che può trovarsi in tutti i mari del mondo: le balene franche della penisola Valdés nella Patagonia argentina, le balene gobbe dell’Alaska o i simpatici delfini dello Stretto di Gibilterra. Nel caso arrivi l’occasione di vederli, non sprecarla!
È una di quelle escursioni i cui annunci vedi nelle strade e pensi: Sarà adatta a me? Varrà la pena? Ebbene, la risposta a entrambe le domande è: sì! Recentemente abbiamo potuto constatarlo di persona imbarcandoci sul “Jackeline”, di proprietà di una delle società (Turmares) che realizzano partenze da Tarifa per gli avvistamenti dei cetacei, e navigando nelle acque del Mediterraneo proprio nel punto dove si uniscono a quelle dell’Atlantico.
Abbiamo lasciato dietro di noi Tarifa, che è sempre custodita dall’impressionante mole del Castello di Guzmán el Bueno (secolo X), per dirigerci verso le coste africane. Siamo andati in cerca di cetacei e nel 95% delle occasioni si può vedere almeno una delle specie che vivono o passano dallo Stretto. La stagione sta cominciando e si protrae quasi fino all’autunno, per cui ci sono ora molte possibilità.








lunedì 14 aprile 2014

Los Patios de Córdoba: Patrimonio de la Humanidad - I Pati di Cordova: Patrimonio dell’Umanità




Los Patios de Córdoba - Patrimonio de la Humanidad

Debido a la climatología seca y calurosa de Córdoba, los habitantes de la ciudad, primero los romanos y más tarde los musulmanes, adaptaron la tipología de casa popular a las necesidades, centrando la vivienda en torno a un patio, que normalmente tenía una fuente en el centro y en muchas ocasiones un pozo que recogía el agua de lluvia. Los musulmanes readaptaron este esquema dando entrada a la vivienda desde la calle a través de un zaguán y colocando vegetación abundante para aumentar la sensación de frescor.

Tipos de Patios
Existen dos tipos claros de patios: un primero de casa unifamiliar donde las estancias se distribuyen alrededor de este. Suele estar enclaustrado y el suelo es enlosado o de mosaico empedrado. Un segundo, de casa de vecinos, hoy en día menos populares, desde donde se accede a las viviendas. Suele tener dos plantas, con lo que el patio se enriquece con balcones corridos, escalera y tejadillo. Los suelos suelen ser empedrados. Es frecuente el pozo en lugar de la fuente y lavadero común.

¿Dónde se ubican?
El barrio más característico es el del Alcázar Viejo, entre el Alcázar y la parroquia de San Basilio, aunque también los encontramos por el barrio de Santa Marina, alrededor de San Lorenzo y la Magdalena. En el entorno de la Mezquita Catedral, el barrio de la judería presenta también ejemplos de gran belleza y antigüedad. El exponente más bello lo encontramos en el Palacio de Viana, que ofrece doce patios diferentes.

Concurso de Los Patios de Córdoba
Desde el año 1918 el Ayuntamiento de la ciudad organiza durante la primera quincena de mayo un concurso de Patios, en el que los propietarios de estos engalanan sus viviendas con ahínco para conseguir el prestigioso galardón ofertado por el Consistorio. Paralelamente se celebra un festival con numerosas actuaciones folclóricas donde se dan cita los mejores cantaores y bailaores de la tierra. Todo esto acompañado del vino Montilla-Moriles, fino de la tierra con tapas típicas.






I Pati di Cordova – Patrimonio dell’Umanità

Dovuto al clima caldo e secco di Cordova, gli abitanti della città, prima i romani poi i musulmani, adattarono la tipologia di casa popolare alle necessità, imperniando l’alloggio intorno a un patio, che normalmente aveva una fontana nel centro e in molte occasioni un pozzo che raccoglieva l’acqua della pioggia. I musulmani riadattarono questo schema dando l’entrata all’alloggio dalla strada attraverso un androne, e collocando abbondante vegetazione per aumentare la sensazione di fresco.

Tipi di patio
Esistono due tipi di patio: il primo, per la casa unifamiliare, dove le stanze si distribuiscono attorno al cortile, solitamente è con chiostro e il suolo è pavimentato o ha un lastricato a mosaico. Il secondo tipo, per più case di vicini, oggi meno popolare, da dove si accede agli alloggi. Di solito questi hanno due piani, e il patio si arricchisce con ballatoi, scala e tetto a una falda. I pavimenti sono solitamente lastricati. È frequente il pozzo invece della fontana e una lavanderia comune.

Dove si trovano?
Il quartiere più caratteristico è quello dell’alcazar vecchio, tra l’alcazar e la parrocchia di San Basilio, però li troviamo anche nel quartiere di Santa Marina, nei dintorni di San Lorenzo e la Magdalena. Vicino alla Moschea-Cattedrale, anche il quartiere ebreo presenta esempi di gran bellezza e antichità. L’esponente più bello lo troviamo nel Palacio de Viana, che offre dodici cortili differenti.

Concorso dei Pati di Cordova
Dall’anno 1918 il comune della città organizza un concorso durante la prima quindicina di maggio, in cui i proprietari addobbano con molto impegno le proprie case e cortili per ottenere il prestigioso premio offerto dal comune. Parallelamente si celebra un festival con numerosi spettacoli folcloristici dove si danno appuntamento i migliori cantanti e ballerini di flamenco della zona. Tutto ciò viene accompagnato da tapas tipiche e dal vino Montilla-Moriles, un bianco secco andaluso.









lunedì 31 marzo 2014

Cómo pedir un café en Málaga - Come chiedere un caffè a Malaga







“¡Ponme una nube!”, o cómo pedir un café en Málaga
 
Cuando viajamos nos damos cuenta de que, sin la necesidad de irnos demasiado lejos de casa, las costumbres varían de una ciudad a otra. Y no me refiero exclusivamente a grandes tradiciones o diferencias significantes, a veces el cambio está en las cosas más sencillas.
Cuando me mudé a vivir a Málaga me encontré en las cafeterías con una gran barrera idiomática con respecto a Granada y cualquier otra parte del mundo. Allí no entienden de cafés con leche a secas o de manchadas, en Málaga tienen su propio lenguaje cuando se trata de pedirse un café.
La clave está en la proporción de café y leche que quieres, existiendo, como veis en la imagen que encabeza este artículo hasta nueve nomenclaturas, desde la nube y el sombra que tienen muy poquito café hasta el café solo. A decir verdad, los más usados (o por lo menos que yo haya escuchado) son esos y el mitad. Esta clasificación la encontraréis en el emblemático Café Central de la Plaza de la Constitución.
Así que si queréis pedir un café y que no noten que no sois malagueños, ya sabéis que no debéis pedir un cortado. Sorprended el camarero pidiéndole un sombra si sois más de leche que café o un largo si queréis aguantar la jornada bien despiertos.
¿Y para acompañar? Pues una “tostada” al uso tampoco encontraréis, pues los tipos de pan también son un mundo. Que si la viena, que si el pitufo… pero eso ya se escapa más de mi conocimiento.
 
 
 
 
 
“Dammi una nuvola!”, o come chiedere un caffè a Malaga
 
Quando viaggiamo ci rendiamo conto che, senza necessariamente andare molto lontano da casa, le abitudini variano da città a città. Non mi riferisco esclusivamente a grandi tradizioni o differenze significative, a volte il cambio è nelle cose più semplici.
Quando traslocai a Malaga, nelle caffetterie mi scontrai con una grande barriera linguistica rispetto a Granada o qualsiasi altra parte del mondo. Lì non accettano richieste di caffellatte, espresso o macchiato, a Malaga hanno la propria terminologia quando si tratta di chiedere un caffè. La chiave si trova nella proporzione di caffè e latte che vuoi, esistendo, come si vede nell’immagine che apre questo articolo, fino a nove nomenclature, dalla nuvola (nube) all’ombra (sombra), che contengono pochissimo caffè, fino al caffè solo. A dire la verità, i più usati (o per lo meno quelli che io ho ascoltato) sono quelli e il metà (mitad). Questa classificazione la troverete nell’emblematico Café Central della Plaza de la Constitución. Cosicché, se volete ordinare un caffè e non volete che si noti che venite da fuori, ora sapete che non dovete chiedere un cortado. Provate a sorprendere il cameriere chiedendogli una sombra se preferite più latte che caffè oppure un largo se volete resistere tutta la giornata ben svegli.
E per colazione? Ebbene non troverete neanche il classico pane tostato spagnolo (tostada), poiché i tipi di pane sono un mondo a parte. Il Vienna, il Puffo... però quello è veramente troppo per me.
 

 
 
 
 


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